Perchè questo sito

 

Il sito nasce dalla convinzione che la società contemporanea abbia perso il vero insegnamento della storia della Filosofia che Kant riassunse nel motto oraziano Sapere Aude!: ovvero il fatto che la filosofia non è, come pensa la maggior parte dei giovani studenti e della popolazione, pura astrazione inutile e senza alcun riscontro reale, creata solo per tediare gli alunni. Abbiamo la convinzione che la Filosofia,insegnando a riflettere con la propria testa sul mondo che ci circonda e su noi stessi,sia l’unico antidoto ad una società come quella odierna che produce soprattutto dis-valori e che veicola messaggi anti-pedagogici che non fanno parte del nostro modo di concepire la realtà. La difficoltà di interpretare un mondo complesso e paradossale come il nostro non deve indurci a credere che non ci siano altre alternative se non quella di seguire la legge del gregge. L’alternativa decisiva è quella di riflettere sui grandi enigmi che da sempre tormentano l’essere umano, giacché tali domande non sono solo “passatempi da intellettuali”, ma al contrario rappresentano un modus vivendi coerente con il nostro essere umani dotati di Ragione e di senso critico. E’ quest ‘ ultimo che oggi pare bandito, scamazzato e atrofizzato a forza di reality show e di partite di calcio ogni due giorni, che hanno il fine non esplicitato di distoglierci dalla nostra capacità di giudizio con i suoi dubbi, per creare al loro posto verità già costruire e impacchettate come nella migliore tradizione consumistica. Giornaliermente molti si chiedono, e a ragione, dove siano gli esempi positivi,i modelli da imitare, e dove siano finiti i valori che rendono umano l’uomo. Volgendo la nostra attenzione a tutti i paradigmi che da sempre hanno cercato di dare un senso e di incasellare sui giusti binari la storia umana, ci accorgiamo che la politica non è più determinata dalle spinte ideali un tempo presenti come bussole della Storia. Il problema è che le ideologie hanno lasciato il posto al post-modernismo e al nichilismo con il suo deserto di valori, che hanno l’enorme merito di aver decritto lucidamente e cinicamente “la fine delle grandi narrazioni”, per dirla con Lyotard, ma il loro limite sta nel pensare che questa sia la fisiologia di qualsiasi società, cosa che noi invece non crediamo. Credo invece, e questo a titolo personale, che dalla politica non possa arrivare alcun valore. Tutti i grandi sistemi politici o hanno fallito miseramente,o hanno portato morte e distruzione, a miseria materiale e spirituale, o, nella migliore delle ipotesi, hanno mostrato i loro evidenti limiti. Di una cosa ho però la certezza: gli ideali normativi, le idee che indirizzano la nostra vita e la mettono sui binari del Bene e della giustizia devono
ancora guidare i nostri sforzi e il nostro carattere. Se così non fosse, vivremmo una realtà indegna di essere vissuta. Si potrebbe ritenere che la religione, con le sue dottrine morali e i suoi insegnamenti spirituali possa assurgere a questo scopo. Non è così. A mio parere per almeno due motivi evidenti,l’uno di carattere storico e l’altro di carattere filosofico. Quello filosofico fa riferimento alla moltitudine di credenze e di dogmi di Fede incompatibili tra di loro,e quindi non universali,e più in generale alle diverse visioni del mondo delle diverse religioni. Ritengo sia vero che in tutte le religioni siano rintracciabili elementi di verità e di sapienza che valgono potenzialmente per tutti, cioè un nucleo razionale che conduce ad un’etica universale e ad una saggezza condivisa; ma qui saremmo già nel campo della filosofia,non più della religione.
C’è un altro motivo che mi fa credere che la religione, intendendo questo termine come adesione ad una religione specifica e al suo sistema di credenze,e non ai singoli percorsi spirituali (che sarebbero comunque vani, visto che sono assolutamente soggettivi,individuali), sia insufficiente al compito che ci siamo prefissi, quello cioè di donare un senso pieno alla nostra esistenza: quello che ho precedentemente definito il motivo “storico”. Storicamente infatti le religioni sono state foriere di guerre, hanno torturato i presunti infedeli, gli eretici, hanno voluto imporre con la forza il loro punto di vista. Senza dover risalire alle crociate o all’inquisizione, alcuni avvenimenti attualissimi riaffermano questo principio: la pedofilia nella Chiesa, i diversi scandali in seno alla comunità religiose, le guerre di religione nei territori mondiali dimostrano che la Fede,quando è vissuta in maniera radicale conduce a tutto fuorché che alla pace e alla fratellanza alla quale pure si richiama. Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio,certo, ma le mosche bianche, le rarità, sono appunto tali e quindi non possono divenire centro di un discorso che si pretende generale.
Se è così, cosa può donare il senso alla vita? Io dico che la Filosofia può avere su di sé quest’onore. Non nego che anche il pensiero filosofico abbia potuto anch’esso condurre a derive pericolose e palesemente irrazionali; ma la Filosofia non ha Chiese, non ha templi né eserciti. L’unico tempio che essa venera è la nostra Ragione, che può garantirci un’esistenza degna di essere vissuta nella ricerca della verità e del Bene comune,nella riflessione etica e nell’ideale politico.